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BeArchaeo: Un progetto transdisciplinare per lo studio delle origini del Giappone

Le origini del Giappone e del popolo giapponese sono ancora avvolte in un alone di mistero, dovuto alla mancanza di approfonditi studi sui primi tre periodi della preistoria e della protostoria del paese.

Il periodo neolitico, ovvero il periodo Jomon (13500 o 10000 o 8000 a.C. – 300 a.C.), vede lo svilupparsi di una produzione ceramica caratterizzata da motivi a corda, jomon appunto, e della tecnologia litica. Questo lascerebbe spazio ad una prima Età del Bronzo, il Peirodo Yayoi (300 a.C. – 300 d.C.) durante il quale si realizza la penetrazione dell’agricoltura dal continente e si iniziano a sviluppare prime forme di società semiorganizzate. Infine, la costruzione delle prime tombe megalitiche e l’istaurarsi di società gerarchizzate più complesse, diede inizio al cosiddetto Periodo Kofun (IV - VI secolo d.C.). O almeno questa è per sommi capi la cronologia accettata fino a poco tempo fa, che però non era supportata da dati resi solidi da analisi scientifiche adeguati.

Oggi, la consapevolezza di dover rivedere le cronologie e gli eventi ad esse connessi, porta anche a nuove ipotesi sulle modalità di sviluppo della società giapponese e sulle origini della cosiddetta Dinastia Yamato.

Pertanto, chi erano gli Yamato? Quali le loro origini? Quando avvennero i primi scambi culturali con il continente? Quale il loro rapporto con la Corea? Come si sviluppò il potere di alcune realtà regionali?

 

Il Progetto e la Metodologia scelta

Il nucleo principale di BE-ARCHAEO è lo scavo archeologico della Tobiotsuka Kofun (città di Soja nella prefettura di Okayama) da cui si partirà per lo studio di altri Kofun e del materiale archeologico ad essi correlato, nelle antiche area di Kibi e Izumo (attuali Prefetture di Okayama e Shimane), incentrati sui rituali, i rapporti regionali e con il continente e la formazione dell’antico stato giapponese.

Gli archeologi (europei e giapponesi), guidati da IRIAE e dall’Università di Okayama, collaboreranno con una folta squadra di esperti di archeometria (chimici, fisici, biologi, geologi, petrografi, veterinari e pedologi) per condurre una ricerca molto avanzata, incentrata su un periodo importante dell’antica storia del Giappone. Giornalisti, video maker, web master ed esperti informatici parteciperanno a tutte le fasi delle attività, dallo scavo archeologico al laboratorio, dove verranno elaborati i reperti e tutti i diversi campioni prelevati sul campo.

Tutti gli esperti coinvolti contribuiranno con le loro abilità disciplinari a sviluppare una nuova visione transdisciplinare dell'archeologia combinata con l'archeometria. Le attività di BE-ARCHAEO saranno accessibili e coinvolgenti al grande pubblico attraverso la comunicazione mediatica e due mostre finali mostreranno lo storytelling - dal sito archeologico al museo attraverso l'archeologia e la scienza - generato dal progetto.

La ricerca è innovativa dal punto di vista metodologico e ha ricevuto finanziamenti dal programma di scambio per la ricerca e l'innovazione di Horizon 2020 dell'Unione Europea nell'ambito del Marie Skłodowska-Curie Action (convenzione di finanziamento 823826).

BE-ARCHAEO è un progetto sviluppato e implementato da un consorzio di prestigiosi partner accademici europei (IRIAE, Università di Torino, Università di Lisbona) e realtà private (TecnArt, Terra-Marine e Visual Dimension), ovviamente in collaborazione con il partner giapponese rappresentato dall’Università di Okayama.

L'impegno di tutti i partner europei e giapponesi è abbastanza significativo. In termini di docenti e membri dello staff, saranno impegnati per 175 mesi specialmente in Giappone, dove si svolgeranno le principali attività.

 

Obiettivi

Gli obiettivi sono principalmente tre:

  • Il primo è studiare nuovamente le origini ed il passato del Giappone attraverso scavi archeologici ed il fondamentale apporto delle analisi scientifiche, fornendo un più precisa cronologia dei diversi periodi e comprendendo come la società giapponese si sia sviluppata nel corso del tempo.

  • Il secondo, è quello di aggiungere un nuovo progetto che sviluppi la già collaudata collaborazione tra Giappone e Italia nel contesto storico-archeologico-culturale ed estenderla ad un livello più alto, cioè con l’Europa.

  • Il terzo, realizzare due mostre interattive, una in Giappone ed una in Italia.

  • Il quarto, realizzare un documentario/reportage che narri le attività che verranno svolte in seno al progetto nel corso degli anni.

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