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Missione Giappone: Il Relitto Tokugawa di Hatsushima

Nel 2016 hanno avuto inizio le attività di indagine dell’I Campagna della II Spedizione Archeologica di IRIAE in Giappone e vanno avanti ancora oggi.

La nuova destinazione è l’isola di Hatsushima, Prefettura di Shizuoka, dove nel 2015 dei pescatori avevano denunciato alle autorità competenti, la presenza di strane evidenze affioranti dal fondale.

Dalla stazione, siamo giunti al porto con un pullman, da cui abbiamo preso un ferry per giungere all’isola di Hatsushima, dove ci aspettava il furgone del Diving Center che la missione ha affittato per tutto il periodo delle indagini.

Quanto era visibile al nostro arrivo sul sito identificato dai pescatori erano pochi filari di quelle che sembravano le tipiche tegole per la costruzione dei tetti dei palazzi antichi giapponesi, le cosiddette kawara che sono di due tipi perché si innestano ad incastro.

Di certo si trattava di un relitto, ma non potevamo mai immaginare a cosa ci trovavamo di fronte.

Ripulendo a mano i primi strati di sabbia depositata sul fondo è venuto alla luce quello che era parte del carico di una nave da trasporto (Fig. 2), della tipologia kaisen (a breve l’uscita di un articolo in merito a queste tipologie di imbarcazioni ad opera di Daniele Petrella per La Sapienza di Roma). Si trattava di navi utilizzate specialmente durante il Periodo Tokugawa (1603-1868), che effettuavano una “rotta circolare” come ci riferisce la traduzione letterale del termine. Una tipologia viaggiava da nord a sud lungo la costa occidentale dell’arcipelago, mentre l’altra da sud a nord lungo la costa orientale. A quest’ultima appartiene la kaisen ritrovata ad Hatsushima.

Già è raro ritrovare delle kaisen così ben conservate. Ma a rendere unica la scoperta è stato il fatto che mentre pulivamo dai sedimenti sabbiosi notiamo spuntare componenti di pietra arenaria, da noi subito identificate come le grosse architravi degli edifici di quel periodo (chiamate onigawara), ma continuando a pulire si manifesta ai nostri occhi il simbolo che decorava il pezzo. Si trattava proprio del mon (sigillo, blasone) dei Tokugawa, l’ultimo Shogunato che governò il Giappone prima della restaurazione Meiji e della caduta del potere militare dei samurai.

Da tutti questi elementi si è proposta come datazione, l’arco cronologico compreso tra il XVII ed il XVIII secolo. Lo scavo dell’anno prossimo renderà più precisa la datazione.

Continuando a scavare gli strati superficiali abbiamo notato che anche le tegole erano marchiate allo stesso modo. Quel relitto stava andando da sud, probabilmente da Osaka, a Edō, la capitale, per portare le componenti architettoniche per la costruzione di un palazzo governativo dello Shogunato.

Non ne abbiamo ancora le prove, ma dai documenti risulta che una nave da carico per la costruzione del Palazzo di Edō, il palazzo più importante di quel periodo, simbolo del potere Tokugawa, affondò disperdendo il carico, pertanto potrebbe addirittura trattarsi di quel relitto andato perduto, trovandosi sulla stessa rotta.

Per la campagna di quest’anno, ci siamo limitati alla pulizia manuale dei primi strati di deposito, per realizzare una prima battuta fotogrammetrica e di ripresa 3D, ma abbiamo già verificato attraverso un approfondimento a campione che, come immaginavamo, al di sotto del carico, conservato dalla sabbia, si è mantenuto lo scafo ed il fasciame.

Pertanto è già programmato per l’anno prossimo di realizzare lo scavo vero e proprio. Intanto oltre alla fotogrammetria, abbiamo anche realizzato un prototipo di quella che sarà la realizzazione 3D del relitto che è possibile visionare al seguente link del canale YouTube di IRIAE: https://www.youtube.com/watch?v=3vn2p1NeW0U

L’Amministrazione Locale dell’Isola ha chiesto al sottoscritto di tenere una conferenza per spiegare alla comunità locale l’importanza dello sviluppo turistico attraverso la valorizzazione dei Beni Culturali, evento che si è realizzato il 25 novembre 2016.

Inoltre le Amministrazioni Locali, hanno intenzione di implementare lo sviluppo turistico proprio attraverso le evidenze archeologiche subacquee e la musealizzazione del sito.

Oltre allo scavo infatti si realizzerà il rilievo 3D del relitto che permetterà a chi non può immergersi di poter visitare dalla superficie il sito e anche gli oggetti in essi contenuti che saranno ricostruiti virtualmente attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie che collaborano con il mondo archeologico.

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